Human Dirge - Reviews

Reviews - Promo 2009

Metalinside.it

http://www.metalinside.it/RECENSIONE09hum.HTM

A distanza di un anno dal precedente demo “Embryo” tornano alla carica i capitolini Human Dirge, con un nuovo promo di 3 pezzi che si propone di alzare l’asticella qualitativa della propria musica ad un livello superiore.
Quello che appare evidente rispetto alla precedente release è un piglio maggiormente professionale assunto dalla band, sia per quanto riguarda una maggiore cura del lato grafico del prodotto, sia per quanto concerne il lato musicale. “Seventy times seven” consta di tre brani per un totale di quattordici minuti abbondanti di musica.
Si parte con l’aggressiva “Unclean alb”, song dal taglio moderno e ruvido che si pone come un mix tra metalcore e Nevermore, dove la sezione ritmica cementa una struttura tagliente, ma non votata solo alla mera velocità, visto che anche gli stacchi slow contribuiscono a creare un groove coinvolgente. L’apertura di “No one can decide” è veramente selvaggia, con un drumming serrato ad opera di Danilo Privitera, che viene leggermente smorzato nel prosieguo della traccia e sul quale s’innesta la voce incazzata di John Balla (abbastanza bravo anche nell’utilizzo di un registro maggiormente pulito). Sotto il profilo chitarristico forse i nostri avrebbero potuto osare maggiormente, difatti le chitarre in certi punti sono eccessivamente sulle loro, più attente a svolgere il compitino, che ad iniettare le dovute sferzate adrenaliniche nel brano.
“The world of flesh” è il pezzo che paga maggiormente un richiamo ai Nevermore, grazie ad un riffing squadrato, un drumming avvincente e un solo chitarrista discreto (collocato nella parte centrale del brano), che fanno da contorno ad un Balla formato Warrel Dane.
Se a tutto questo aggiungiamo una registrazione professionale effettuata presso i 16th Cellar Studios di Roma, otteniamo la quadra di un demo assolutamente godibile, che ci presenta un gruppo in buona salute, che se saprà distaccarsi un po’ di più dagli eccessi citazionismi e sopperirà a certi momenti di stanca delle chitarre, potrà dire tranquillamente la sua.

VOTO 7,5/10



RECENSIONE A CURA DI LEO

Entrateparallele.it

http://www.entrateparallele.it/modules/lykos_reviews/index.php?op=r&cat_id=2&rev_id=1557&sort_by

Ma pensa te, appena uno si abitua ad ascoltare gazilioni di demo mediocri o di buona fattura, ma che non si discostano molto dalla media, spuntano fuori gli Human Dirge con un lavoro come “Embryo”, a ricordarti che c’è ancora speranza per la scena metal nostrana. Non paghi di questo, i nostri romani hanno deciso di non andare a prendere il sole (cosa che per altro avrebbe rovinato il loro desaturato colorito) perdendo tempo prezioso e, a brevissima distanza dal loro primo demo, sfornano questo secondo mini lavoro dal titolo “Seventy Times Seven”.
I nostri cinque moschettieri dell’apocalisse ci regalano tre tracce thrash egosintoniche rispetto a quelle presenti nel loro precedente demo, ma che ne rappresentano un’evoluzione a livello di stile, ora più veloce e ancora più aggressivo, a dimostrazione del fatto che questi ragazzi si stanno proprio dando da fare e che noi possiamo e potremo tranquillamente bearci all’ombra dei suoni smembranti che riescono a produrre in modo egregio.
La voce dell’ottimo John continua a non deludere, mentre passa a velocità realtivistiche da un cantato cristallino e disperato ad uno graffiante e malvagio, che potrebbe benissimo appartenere al macellaio di fiducia degli inferi; nel mentre le chitarre offrono ai nostri padiglioni auricolari melodie distorte al punto giusto, su ritmiche di basso e batteria che completano il quadro, fornendo il perfetto ritmo per un orgiastico genocidio di truzzi che casualmente potreste trovare nelle vicinanze durante l’ascolto.
Menzione d’onore anche all’egregia copertina di questo mini che, mi dicono le maestranze, è stata assemblata da un membro della band che di grafica ne sa a pacchi. Tra l’altro ora la band, oltre al myspace (dove potete ascoltare anche una selezione di loro pezzi) ha anche un sito web degno di questo nome, che potete visitare con la dovuta reverenza (e senza sporcare in giro mi raccomando).
Insomma, per fare un sunto, “Seventy Times Seven” eguaglia e supera a tratti il livello di “Embryo” e traccia un cammino che conduce a vette ancora più alte.
Concluderei con un quesito ossessionante e un po’ matematico; 4 tracce di Embryo + 3 tracce di Seventy Times Seven ci danno un totale di 7 tracce (grazie, grazie per gli applausi, grazie), che iniziano a non poter più essere considerate poche: a quando uno stupendo album completo?

Voto:8



Eutk.net

http://www.eutk.net/album.aspx/10665/8929/

Altra, ottima, sorpresa trapela tra i meandri oscuri dell'underground italiano. Si chiamano Human Dirge, sono al loro secondo demo e dimostrano di saperci fare, e parecchio anche.

Il loro è un Thrash tecnico, oscuro, con influssi Progressive e Death, ma che ricorda molto da vicino i seminali Nevermore; ecco, l'abilità dei nostri è stata quella di scrollarsi un po' di dosso i troppi "tributi" alla band americana (contenuti nel loro precedente EP, "Embyro") e di costruirsi un'identità che, magari non è ancora ben definita, ma lotta prepotentemente per emergere.

Per il resto... il songwriting c'è, la tecnica anche, la produzione è finalmente all'altezza della musica (da sottolineare anche il buon artwork)... che dire ragazzi, sappiate riconfermarvi e migliorarvi, siamo sicuri che ne sarete capaci!



Metallized.it

http://www.metallized.it/recensione.php?id=2839

Tutti voi! Drizzate bene le orecchie!
E' possibile che presto avremo in circolazione un autentico discone italiano.

Appena uscito dai 16th Cellar Studio, ancora fumante, ho tra le mani il nuovo promo dei nostrani Human Dirge, Seventy Times Seven.
Esso consta di soli 3 brani, certo, ma fondamentali per comprendere le potenzialità dei musicisti. Come al solito i paragoni sono inutili, in alcuni casi dannosi, ma per chi volesse avvicinarsi alla band con cognizione di causa, sappia che la band capitanata dal chitarrista Tommy Aurizzi è a un passo dal raggiungere i grandi nomi della scena Svedese.

Domanda: gli Human Dirge fanno quindi il verso allo Swedish Death? Non esattamente. Certe influenze sono riscontrabili nell'uso massivo degli uptempo ed in taluni riff di chitarra, ma nella loro proposta musicale c'è di più.
Innanzitutto lodo l'approccio quasi teatrale del cantato di John Balla: mi ha ricordato per certi versi lo straordinario Warrel Dane.
In secondo luogo ammiro le sezioni strumentali, le quali appaiono un po' più variegate di quelle a cui lo Swedish tradizionale ci ha abituati, virando talvolta nell'Heavy e nel Thrash (pensate ad una versione di Enemies Of Reality meno tecnica e più diretta).

Sarebbe azzardato avanzare analisi più complesse e valutazioni definitive: a questo punto non ci resta che attendere il full lenght degli Human Dirge, e sperare di poter confermare le buone impressioni avute finora.
Il mio consiglio? Impegnarsi a rendere più originale il prodotto.

VOTO RECENSORE
80


Stereoinvaders.com


Tre brani non sono molti per poter capire approfonditamente una band. In tal senso quindi il giudizio rimane contestualizzato ad una “situazione” limitata. Premessa doverosa questa per poter meglio ponderare l’opinione che si sta per partorire. Gli Human Dirge propongono un ottimo Post-Thrash Metal che spesso sfora nello Swedish Death e che si traveste di Heavy. Da sottolineare il valore della parte vocale e della struttura dei brani che sanno molto di Nevermore in chiave però più estrema. Le songs sono tutte fantasiose, quasi tracimanti di energia ed inventiva che investono l’ascoltatore come fiume in piena. Assai complicato carpire come i brani evolvono di volta in volta e questo fattore aggiunge lustro ad una band che sa imporsi con personalità in un genere già navigato. Vorticosa danza che in questo breve contesto non assilla e prepotentemente sbatte in faccia crude e sanguinanti sensazioni. Ricordiamo che gli Human Dirge nascono a Roma nel 2005 ed hanno alle spalle solo un EP del 2007. Proprio in tal senso saremmo curiosi di vederli in una dimensione più ampia, per poter comprendere se la loro così intensa musica sia comunque assimilabile. “Seventy Times Seven” è stimolante e brillante ma i tre brani variano poco l’uno dall’altro. Per questo potrebbe sorgere il dubbio per cui in una circostanza di più lunga durata magari potrebbero diventare forse ossessivi. Questo ovviamente non possiamo saperlo ora come ora. Ci auguriamo infatti che arrivi un prodotto più corposo per giudicare meglio l’ineccepibile genialità della band.
Voto 7,5
E' difficile essere veramente impressionati da un semplice miniCD di tre pezzi, però bisogna ammettere che i laziali Human Dirge ci sono riusciti. Era da tempo che non sentivo un gruppo riuscire a fare tanto male con così poco: l'ossatura dei pezzi non ha, di per sé, niente di originale, essendo costruiti su riff veloci e ficcanti di stampo sostanzialmente thrash (di stampo anni ottanta quelli di “No One Can Decide”, più swedish quelli di “Unclean Alb”) che, in diverse occasioni, tendono all'estremismo marcio e distorto del death (qualcosa dei primi Arch Enemy – ultimi Carcass), ed anche se prediligono il viaggio a tutto vapore non disdegnano i tempi medi elefantiaci (“Th World Of Flesh”). Si tratta di pezzi però intrisi di personalità, suonati con grande cura ed attenzione, che in pochissimo spazio dimostrano come ben variare la ricetta pur rimanendo sempre coerenti. E' poi inusuale l'uso di parti vocali quasi nu/modern metal, che sanno muoversi tra toni aggressivi e refrain melodici senza il sempre più diffuso, e spesso fuori luogo, ricorso al growl. Davvero una bellissima promessa che, speriamo, venga presto mantenuta da un full-length. (Per approfondimenti e spezzoni audio/video: Clicca qui )

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Comometal

http://www.comometal.com/index.php?option=com_simple_review&reviewID=153&task=displayReview&Itemid=48

Nuova alla scena metal italica, l'entità Human Dirge vede la nascita nel 2006, e tra il 2008 ed il 2009 pubblica due demo, "Embryo" (2008) ed il qui presente "Seventy Times Seven". Per particolari riguardo la storia della band, vi rimando al loro sito ufficiale, che è ben fatto e presenta tutte le informazioni di cui potete necessitare per conoscere meglio il percorso musicale dei nostri, che si mostrano sin da subito ben disposti all'underground ed alle composizioni inedite.
Il quintetto riversa la propria rabbia e la propria passione nei tre brani qui offerti, e dimostra una maturità decisamente già raggiunta in soli 14 minuti e poco più di proposta, compito davvero non facile se si considerano i prodotti attualmente disponibili sul mercato discografico e altamente competitivi.
Il giovane combo decide di seguire le orme tracciate dai Nevermore, fornendoci una prova che ricalca il concetto di songwriting della rinomata band americana; forti di un cantante che risponde al nome di John Balla, capace d'essere teatrale e potente come il più famoso Warrel Dane (certo non allo stesso livello, ma sulla buona strada per giungere ai fasti del più famoso frontman, N.d.P.), gli Human Dirge svolgono il compito con perizia, e ci regalano emozioni durante il "viaggio".
Forse un nome azzardato, ma per chi conosce gli Exhorder, il sottoscritto vi ha trovato molti termini di paragone, in primis la forte necessità di inserti doom che compaiono per tutta la durata della demo, ben congegnati e ben sviluppati, strettamente legati alle sonorità e scelte stilistiche tipiche di quel gran disco che risponde al nome di "The Law", e non riesco tutt'ora a spiegarmi come non abbia avuto il successo di album ben più blasonati come "Cowboys From Hell" dei connazionali Pantera (ascoltare per credere, e notare la potenza di entrambe i prodotti)... divagazione chiusa, di certo esclusivamente un pensiero più che soggettivo e personale; mi perdoni la band, è ora di passare a parlare del presente, il presente targato Human Dirge!!!
La demo si apre con "Unclean Alb", dove il termine di paragone con Nevermore and Co. è più che azzeccato; non lasciatevi ingannare, passa poco meno di un minuto, e sembra quasi di essere catapultati in un disco dei Candlemass di ultima generazione, struttura riproposta una seconda volta prima di lasciare spazio a "No One Can Decide", classico incedere death americano, floridiano per intenderci, sullo stile dei rinomati Obituary, intercalato da cupi intrecci di chitarra. Si giunge alla conclusione, con "The World of Flesh" che si presenta come compendio di quanto detto in precedenza, lasciando piacevolmente soddisfatti al termine dell'ascolto.
La sezione ritmica, ovvero Giulia Cavallo al basso e Danilo Privitera alla batteria, fornisce un apporto più che fondamentale alla buona riuscita del lavoro, con soluzioni adatte per ogni situazione e la capacità (oltre che umiltà, troppo spesso dimenticata oggigiorno) di limitarsi al proprio "dovere", senza voler per forza strafare snaturando la fuoriuscita.
Spiace sempre non poter dire molto di più su formazioni esordienti e valide come gli Human Dirge, ma tre soli brani, come già sottolineato, sono pochi per poter dare una vasta visione del percorso musicale di una band; sono convinto che il prossimo step, se i membri si riterranno pronti, potrà essere facilmente un full length, considerata l'ottima impressione che stanno riscuotendo negli spazi web dedicati al settore. Quindi non resta che rimboccarsi le maniche, e buttarsi a capofitto nella stesura dei brani... supporto totale!!!

7.5
out of 10

Metal Waves
Human Dirge, un groupe Italien formé à peine il y a trois ans et qui, après le succès bien mérité de son EP Embryo en 2007, nous délivre cette année une nouvelle Démo intitulée Seventy Times Seven.

Puissance, énergie et agressivité, trois mots pour décrire la musique de Human Dirge dans cet opus, qui est une sorte de mélange de Thrash Metal, Groove Metal et Metal Progressif ainsi qu'une dose de Melo Death, une musique qui nous fait headbanguer dès la première note jusqu'à la dernière, avec des rythmiques à couper le souffle mélangeant à la fois technique et mélodicité à notre plus grand plaisir, ainsi qu'une bonne dose de "lourdeur" et de puissance dues à l'utilisation de guitares accordées plus bas. Le tout soutenu par un superbe jeu bien énergétique de batterie avec une utilisation massive de la double pédale ainsi qu'un jeu de cuivre très diversifié.

Le chant quant à lui avec son alternance entre chant Thrashy et des parties plus ou moins mélodiques à la Power/Prog Metal avec un chant en tierce, nous confirme une idée qui nous survole dès l'écoute du premier titre The World Of Flesh, il s'agit d'une ressemblance assez frappante et une influence bien présente des Américains de Nevermore, et un petit tour sur le site officiel des Italiens confirmera nos dires avec un chanteur fan de Warrel Dane et un guitariste fan de Jeff Loomis.
Ça vous fait penser à un clone des Nevermore sans doute? Non, pas vraiment puisque la musique des Human Dirge se distingue par une agressivité plus poussée, sûrement due à cette touche de Death Metal mélodique coté instruments, certes moins présente que sur leur EP Embryo, mais suffisante pour se démarquer un peu des Nevermore.

Coté interprétation rien à reprocher, une maîtrise vraiment parfaite pour tous les musiciens, et le seule qui assure moins c'est le chanteur avec son imitation de l'inégalé Warrel Dane, l'un des meilleur chanteur de Metal d’ailleurs, mais ça ne veut pas dire que la voix de John Balla des Human Dirge est de mauvaise qualité, bien au contraire elle est excellente, mais juste le fait d'imiter une telle icône de la scène Metal actuelle n'est pas une tâche facile.

Ces trois morceaux de promo nous font déjà baver, trois morceaux qui ne sont pas vraiment suffisants pour bien juger le groupe, donc vivement un Full-Length qui confirmera, espérons-le, cette bonne impression à l'égard de cette musique bien accrochante
16.5/20

Italia Di Metallo
Eccoci con questa fresca band capitolina, che ci propone un sound post-thrash di ottima fattura. Questo promo è il secondo lavoro della band ed a primo impatto ha tutte le carte per farci “rilassare”!!
Il sound è un mix di potenza, groove senza compromessi, riff di matrice americana ed il tutto accompagnato da una sessione ritmica sempre martellante e precisa... per intenderci il sound mi riporta a nomi del calibro di: Grip inc., Nevermore e The Haunted, un massiccio thrash con incastri di scuola svedese!!!
I testi trattano di argomenti molto toccanti, ma pur sempre comuni per il genere proposto: disperazione, rabbia e angoscia per intenderci… spezzo una lancia in favore dell’ottima prova del vocalist John Bella, sempre pronto, sia nelle parti aggressive che in quelle in cui le linee vocali s’imbattono in bridge più melodici.
Un promo più che discreto, che ci porta a sperare in un full d’alto livello..anche grazie ad una produzione massiccia di tutto rispetto (16th Cellar Studio, Roma n.d.a.).

Voto: 7+/10
Ulderico "il Selvaggio"

Metal Observer

If there's one band straight away that HUMAN DIRGE remind me of it's NEVERMORE. They combine the same sort of blend of Death/Thrash Metal with somewhat unorthodox clean vocals and even sometimes a slightly Progressive feel, it's a match made in heaven. Of course, they're different in their own ways, but after hearing this band, I straight away wanted to listen to NEVERMORE. Maybe it's just me.

This isn't a bad thing though, NEVERMORE are a quality band – and HUMAN DIRGE don't have anything to complain about being compared to them. On “Seventy Times Seven” the listener is pounded with lots of heavy rhythmically varied riffs, some almost catchy vocals which remind a lot of a slightly calmer version of Thrash screaming, while the drumming pounds away. The three songs here are full of intensity and aggression, and it's great to listen to when you're just in the mood to smash something.

It's also quite well varied, I mean the song's all sound slightly similar but the band know how to change the tempo even just slightly to keep interest throughout. The guitarists throw down a lot of really interesting and simply awesome riffs, the vocals might take a couple of listens to get used to but like NEVERMORE they really give the music a good feel of aggression and emotion, certainly slightly more unique than the typical Death grunt you might expect with this music.

All in all, with it being only 3 songs long there's not a lot to judge from here, but I can tell that there's potential. If they managed to keep this sort of intensity up for a full album they'd be on to a winner.

 


Metal Crypt

http://www.metalcrypt.com/pages/review.php?revid=5142

Some label needs to sign Human Dirge and get their music out there, as this band has the potential to make themselves, and possibly their future record label, a great deal of money. They play a mostly accessible type of Melodic Death without going too far over the edge through use of overly harsh vocals or feeling the need to use symphonic keyboards. The speed set by the guitars is very fast, yet not too "thrash-y," and sets the tempo for vocalist John Balla (the drums don't do anything to stand out… they're just there for the most part), who is really the only member of the band putting the "melodic" in the band's Melodic Death sound. Balla is a great vocalist who sets the tone for the band's sound, yet never over-emotes and puts just the right amount of feeling into each section of each song which he seems to have so intricately laid out.

Other than that, there are obviously a few gripes with this demo. The structures of all three songs are nearly exactly the same, and they don't really feel independent enough from one another. With that, the guitars hardly stray from their comfort zone, and while there are some solos to be found, none of them have the hooks to make them memorable. If Human Dirge can differentiate their songs a bit and step outside the box while ensuring their vocalist puts just as much effort into their future work as he did into this demo, then they you may just be seeing their name a bit more. Until then, this demo is a fair representation of what the band is capable of.

Rating: 3.25/5



Eraskor

http://www.eraskor.com/blog/recensioni/human-dirge-%E2%80%93-seventy-times-seven-autoprodotto-2009/

Un EP di piccola durata ma che si rivela molto interessante. Gli Human Dirge si sono formati nel 2006 sotto il nome di Oscura Poetry e diretti verso un sound più gotico.
Dopo il cambio di nome, nel 2007, registrano il primo EP intitolato “Embryo” per poi giungere al nuovo album  “Seventy Times Seven” nel 2009. Il loro thrash metal di matrice americana, tanto caro a gruppi come Testament e Nevermore, dimostra appieno le capacità compositive della band con songs dirette, oscure e tecnicamente elevate.

Incisiva e rabbiosa la voce del frontman John Balla, sulla scia di Warrel Dane (Nevermore), Paul Baloff (Exodus) e vagamente John Connelly (Nuclear Assault), dove, dietro al microfono, dimostra una certa padronanza delle sue doti vocali. Le 2 chitarre di Tommy e Flavio risultano molto precise ed efficaci nell’accompagnare la devastante batteria di Danilo (non più parte integrante della band) e la bassista Giulia.

Nonostante, una durata di soli 14 minuti del loro ultimo EP, possiamo dire che questi ragazzi sono riusciti a concentrare le loro idee in modo “massiccio” e pressocchè lodevole. Sicuramente non mancheranno i riscontri futuri nell’attivissimo panaroma underground.


Metalitalia

http://www.metalitalia.com/cds/view.php?cd_pk=7889

Secondo promo per i romani Human Dirge, già top demo su Metalitalia.com qualche tempo fa. I nostri, ancora senza contratto, ci riprovano con tre nuovi brani, registrati e prodotti presso gli oramai famosi 16th Cellar Studio con il produttore Stefano Morabito (Hour Of Penance, Fleshgod Apocalypse, Murder Therapy). I suoni sono quindi una garanzia anche se a tratti sembrano troppo ovattati. I nostri si attestano, musicalmente parlando, nel filone del thrash metal dai suoni moderni, post-thrash diremmo, un qualcosa riconducibile agli Enemy Of the Sun o ai Grip Inc (fatti i debiti paragoni), con il fiore all’occhiello del cantante che dimostra delle doti vocali fuori dal comune. Ecco quindi che “Unclean Alb” parte con un ritmo abbastanza sostenuto, il cantante da subito prova dei suoi toni melodici ma senza mettersi tanto in risalto in questo brano. Il successivo “No One Can Decide” parte con molta furia, addirittura presente uno stacco blast salvo poi ricondurre tutto ai tempi “di crociera”. I toni qui sono incazzati, il ritmo varia spesso, ci sono pause e il brano risulta di successo. Ma è l’ultima composizione, “The World of Flesh”, a segnare il passo: L’inizio è potente, le chitarre disegnano un groove molto accattivante e le parti vocali si alternano, momenti aspri a momenti più dolci, quasi narrati. Il refrain è assolutamente da brividi, così come il finale, dove l’assolo di chitarra riprende la melodia principale creando un’atmosfera veramente suggestiva... insomma, un capolavoro. Il gruppo fa ancora parlare di sé, e sempre in positivo: la strada intrapresa è quella giusta, gli Human Dirge fanno il loro dovere alla grande, e speriamo che qualche etichetta si accorga di loro.


Shapelesszine

http://www.shapelesszine.com/recedemo/humandirge-seventytimeseven.htm

Ed ecco da Roma, come ultimamente spesso succede, arrivare a noi un altro gruppo con tutte le carte in regola per farsi valere e dire la propria nel grande e tumultuoso panorama musicale italiano e non solo. Gli Human Dirge ci offrono quasi quindici minuti di puro, nudo e crudo thrash metal moderno, ben strutturato, ben suonato ed assolutamente ben prodotto.
E' "Unclean Alb" ad aprire le danze e l'inizio non poteva certamente essere dei migliori; chitarre corpose, robuste ed asciutte; ritmica possente con la doppia cassa costante e le vocals di John Balla a dare quel tocco in più per innalzare esponenzialmene il livello; linee melodiche decise e vigorose, passaggi vocali molto vicini sia per timbrica che per melodia al grande Warrel Dane degli ottimi Nevermore, al cui i nostri sembrano molto ispirarsi. Passaggi propriamente thrash si alternano a partiture più cadenzate dove sono le chitarre a prendere il sopravvento costruendo un muro di suono notevole da cui traspaiono e fuoriescono linee melodiche malsane ed oscure, su cui poi trovano sfogo i cantati, sempre molto evocativi e sopra le righe. Grandi.
Con "No One Decide" la velocità tende ad aumentare notevolmente; il groove e la violenza espressi colpiscono in pieno l'ascoltatore; irruenza, rabbia, potenza, tiro, tutte espressioni della stessa concezione sonora; sono ancora una volta le chitarre a creare riff, partiture e passaggi dalle melodie essenzialmente oscure e tenebrose, dove ancora una volta, a spiccare, sono le vocals di John, assolutamente, dico assolutamente, nella parte, convincenti e pregne di quella rabbia e di quel ghigno che ti entrano dentro e non si lasciano scordare. Tocca quindi a "The World Of Flesh" chiudere quest'ottimo "Seventy Times Seven"; le sonorità proposte non si discostano di molto da tutto quello sentito sinora, il ritmo e la velocità di base sono sempre elevati, così come le chitarre proseguono nel loro sciorinare riff su riff, stavolta però i passaggi cadenzati sembrano aver maggior spessore e sembrano viaggiare su di un contesto ben diverso rispetto alle partiture più veloci dove la rabbia e la frustrazione fuoriescono in maniera palese e sfacciata, non facendo prigionieri. Ancora ottime le linee vocali e di gran livello il solo sul finale, deciso, corposo e pieno di vigore esecutivo. Non so proprio che dire, è così alta la qualità espressa dai nostri in soli tre brani da sperare che il tutto non abbia fine, aspetti, quasi agogni un quarto e poi un quinto pezzo e così via, ma inevitabilmente ciò non può essere e quindi ripremi play e riprendi l'ascolto dall'inizio nella speranza di poter cogliere qualche ulteriore particolare, qualche nuovo passaggio o intuizione sonora.
P.S. Il voto che mi trovo ad esprimere trova una sua spiegazione nell'esigua durata del lavoro proposto, quindici minuti possono essere certamente sufficienti per farsi un idea ed apprezzare il lavoro di un gruppo ma al tempo stesso non offrono uno spaccato totale, che solo una più lunga durata andrebbe a porre in risalto. Sette, otto brani di questa qualità farebbero gridare, a mio modesto parere, al miracolo qualsiasi recensore.

Voto: 8


Afferroefoggo

http://www.aferroefoggo.com/2009/12/human-dirge/

Saudações hermanos….

Bueno…fazia algum tempo que não postava alguma banda italiana….mas sempre é tempo, e valeu a pena esperar!!!.. Lhes apresento ***HUMAN DIRGE***, banda formada em 2006 como sendo de black/gotic, e atualmente dona de um thrash/death avassalador! Na verdade já conhecia essa banda a algum tempo… tenho até no celular!! hehehe…, vale a pena conferir. A banda disponibiliza para audição a sua mais recente EP,  agora de 2009, e para download a sua demo de 2007. O primeiro trabalho é uma pedrada na nuca…, thrashão  de primeirissima linha, pegada forte, muito veloz e um excelente entrosamento com o vocal e algumas pegadas progressivas!!!… isso mesmo… thrash/death/progressivo…

Mas não se assustem, a banda é ótima, e consegue fazer essa mistura de uma maneira muito homogênia e autentica, mais evidende nesse segundo trabalho, que igualmente surprende, mantendo a pegada forte e vigorosa do estilo. Recomendo de olhos fechados… mas ouvidos bem abertos!!!… Acho que já ouvi isso em algum lugar!! heheh.

Excelente banda, destaque para o som Enbryo, da primeira demo… uma patada… e para Unclean Alb do segundo trabalho… igualmente furiosa!! E claro que não poderíamos deixar passar a belíssima baixista Giulia Cavallo… que alem de linda manda muito bem no baixo….”uma cavala”..heeheh… O download encontra-se no final da pagina media…. bem pequeno o link!!!

Forte abraço